Evoluzione della Terapia Breve Strategica

Il continuo lavoro di ricerca e aggiornamento, che viene portato avanti in particolar modo dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo, ha permesso il passaggio da modelli generali di terapia a protocolli specifici di intervento, da adattare al singolo cliente in base alla valutazione delle risorse individuali ed alle particolarità del disturbo trattato.

Si deve a Giorgio Nardone la costruzione di protocolli di intervento per specifiche problematiche psicologiche, attraverso l'individuazione della loro soluzione, mediante strategie replicabili nella loro efficacia ed efficienza.

Questi protocolli si presentano come sequenze prefissate di manovre terapeutiche con potere euristico e predittivo, che sono capaci di guidare il terapeuta alla rottura (mediante particolari stratagemmi terapeutici) di specifiche rigidità patologiche e alla loro ristrutturazione in modalità funzionali di percezione e reazione nei confronti della realtà.
Inoltre si fa sempre più importante l’utilizzo delle tecniche di ristrutturazione che permettono attraverso l'uso di varie strategie (metafore, aneddoti, ecc.) di far esperire al paziente una prospettiva di analisi del problema diversa dalla sua. Attraverso la ristrutturazione si fa "sentire" questo cambio di prospettiva che diventa un'esperienza emozionale correttiva.

Senza cambiare il contenuto degli eventi si riesce così a cambiare la cornice entro la quale questi si situano ed acquisiscono significato. Questo inevitabilmente porta ad un cambiamento nella visione d’insieme che induce il paziente a "sentire" differentemente le cose e dunque a cambiare le sue reazioni, scoprendo risorse che erano bloccate dalle percezioni precedenti